Un documento del Reparto Generale Sicurezza dell’Aeronautica evidenzia due episodi registrati in Toscana nel corso del 2026. In entrambi i casi gli accertamenti effettuati non hanno consentito di ricondurre gli avvistamenti ad attività di volo o ad altri fenomeni conosciuti. Il Dipartimento di Analisi Strategica e Valutazione Rischi (DASVR) segue la vicenda attraverso il monitoraggio delle fonti ufficiali e accreditate
A documentarli è una scheda del Reparto Generale Sicurezza dell’Aeronautica, nella quale vengono riportati gli elementi essenziali relativi alle segnalazioni e, soprattutto, gli esiti degli accertamenti condotti dagli enti preposti della Forza Armata.
Il primo episodio risale al 3 aprile 2026 e si è verificato a Pisa, alle ore 21:20. La segnalazione è stata fornita da un cittadino privato, che ha riferito di avere osservato un oggetto di forma circolare, del quale sarebbe stata visibile esclusivamente la luce. Il colore viene indicato come bianco, mentre non risultano disponibili dati relativi alla velocità o alla quota. L’oggetto sarebbe stato osservato muoversi da ovest verso nord, in condizioni di cielo limpido. Particolarmente significativo è il risultato degli accertamenti. La documentazione precisa infatti che, sulla base dei dati raccolti presso gli enti preposti della Forza Armata, non sono emerse correlazioni tra quanto segnalato ed eventuali attività di volo o altri fenomeni conosciuti. L’evento è stato pertanto catalogato come O.V.N.I.
Un secondo episodio viene registrato meno di un mese dopo, il 1° maggio 2026, a Serravalle Pistoiese, in provincia di Pistoia. L’avvistamento è avvenuto alle 22:02, sempre in condizioni di cielo limpido, e anche in questo caso la segnalazione proviene da un cittadino privato. La descrizione presenta alcune caratteristiche differenti rispetto all’episodio pisano. Il testimone avrebbe osservato un punto luminoso con alone, di colore bianco, associato a una configurazione descritta come circolare e seguita da altri punti luminosi. La direzione del moto viene indicata verso sud-est, mentre non risultano determinabili velocità e quota. Anche in questo caso, tuttavia, gli accertamenti ufficiali non hanno individuato una spiegazione convenzionale riconducibile a un’attività di volo nota o ad altri fenomeni conosciuti. La scheda conclude infatti con la medesima formula utilizzata per il caso di Pisa: l’evento viene catalogato come O.V.N.I.
I due episodi assumono un particolare interesse anche sotto il profilo dell’attività di monitoraggio svolta dal Centro Ufologico Nazionale (CUN). Le segnalazioni, infatti, non risultano essere emerse attraverso i canali interni di raccolta e analisi normalmente utilizzati dall’organizzazione, ma attraverso la documentazione del comparto sicurezza dell’Aeronautica. Questo determina una situazione piuttosto singolare: due eventi classificati ufficialmente come O.V.N.I. nel corso del 2026 sono rimasti al di fuori del circuito delle segnalazioni interne monitorate dal CUN. Il dato non implica, naturalmente, che i due fenomeni abbiano un’origine straordinaria. La classificazione O.V.N.I. indica che, sulla base degli elementi disponibili e degli accertamenti effettuati, non è stato possibile identificarli con un fenomeno o un’attività di volo conosciuti.
Ed è proprio questa distinzione che appare fondamentale per una corretta attività di ricerca. Il valore dei documenti risiede piuttosto nel fatto che l’evento è stato registrato, analizzato e non ricondotto, allo stato degli accertamenti, a una spiegazione convenzionale.
È in questo contesto che si colloca l’attività del Dipartimento di Analisi Strategica e Valutazione Rischi (DASVR), che sta seguendo con attenzione l’evoluzione della situazione. L’approccio adottato dal Dipartimento è orientato innanzitutto al monitoraggio delle fonti accreditate, privilegiando documenti, comunicazioni e informazioni provenienti da organismi istituzionali e da soggetti direttamente coinvolti nella raccolta o nella valutazione delle segnalazioni. L’obiettivo non è quindi attribuire preventivamente una natura ai fenomeni osservati, ma verificare sistematicamente l’eventuale presenza di elementi ricorrenti, correlazioni temporali o geografiche, anomalie nelle traiettorie e soprattutto eventuali implicazioni sotto il profilo della sicurezza.
Il DASVR considera infatti la questione secondo una prospettiva di valutazione del rischio, mantenendo separati il dato documentale, l’ipotesi interpretativa e l’eventuale scenario di sicurezza.
In questa fase, il dato più importante rimane dunque quello ufficiale: in due occasioni, a Pisa e a Serravalle Pistoiese, cittadini hanno segnalato fenomeni luminosi nei cieli della Toscana e gli accertamenti effettuati dagli enti preposti della Forza Armata non hanno trovato corrispondenze con attività di volo o fenomeni conosciuti. La vicenda rappresenta un ulteriore esempio di quanto sia importante, nella ricerca sui fenomeni aerei non identificati, distinguere l’osservazione dall’interpretazione. Il compito di un’attività analitica seria non consiste nell’affermare che dietro ogni fenomeno non identificato si nasconda necessariamente qualcosa di straordinario, ma neppure nell’archiviare automaticamente ogni segnalazione come irrilevante.
La posizione del DASVR si colloca precisamente in questo spazio intermedio: osservare, verificare, confrontare le informazioni e valutare eventuali rischi sulla base di dati verificabili. I due episodi toscani del 2026 saranno pertanto oggetto di monitoraggio attraverso le fonti ufficiali disponibili, con particolare attenzione a eventuali ulteriori segnalazioni nella stessa area geografica o alla comparsa di elementi che possano consentire una successiva identificazione dei fenomeni. Per il momento, il dato documentale resta semplice ma significativo: due avvistamenti, due indagini senza correlazioni con attività di volo o fenomeni conosciuti e due classificazioni ufficiali come O.V.N.I. Ed è proprio da questi dati, senza forzare prematuramente le conclusioni, che dovrebbe partire qualsiasi seria attività di analisi del fenomeno.