Con una pubblicazione scientifica del luglio 2025, intitolata Aligned, multiple-transient events in the First Palomar Sky Survey, l’astronoma Beatriz Villarroel del Nordic Institute of Theoretical Physics (NORDITA) di Stoccolma, in Svezia, ha dettagliato gli esiti della sua ricerca sulle riflessioni ottiche da oggetti volanti artificiali in orbita, utilizzando immagini astronomiche digitalizzate precedenti l’era satellitare. La Dr Villarroel con il suo team ha analizzato dati d’archivio del First Palomar Sky Survey per identificare fenomeni transitori in singole esposizioni che non trovano una spiegazione completa in cause astrofisiche o strumentali note. L’analisi statistica supporta l’ipotesi che questi eventi siano causati da riflessi solari, evidenziando un significativo deficit di rilevazioni nel cono d’ombra terrestre. In particolare, gli autori notano che alcuni candidati con alta significatività statistica coincidono temporalmente con noti avvistamenti storici di fenomeni aerei non identificati (UAP), come l’ondata di UFO a Washington D.C. del 1952.
A caccia di anomalie nelle vecchie fotografie del cielo
Prima dell’era spaziale, gli astronomi mappavano il cielo notturno utilizzando lastre fotografiche di vetro. Questi archivi, in particolare quelli del First Palomar Sky Survey (POSS-I) degli anni ’50, offrono oggi una finestra unica sul cielo prima che fosse popolato da satelliti artificiali, rendendoli un punto di riferimento insostituibile per la ricerca di fenomeni insoliti. Uno studio recente ha approfondito questi dati storici con un obiettivo affascinante: cercare fenomeni non spiegati.
L’obiettivo primario della ricerca era identificare possibili oggetti artificiali in orbita vicino alla Terra. L’idea era di cercare la loro “firma” ottica: brevi lampi di luce, o glint, causati da riflessi speculari della luce solare sulle loro superfici. Questo approccio ha portato alla scoperta di eventi transitori—oggetti che appaiono e scompaiono in una singola esposizione—che sfidano le spiegazioni convenzionali.
Per trovare questi rari eventi, é stata sviluppata una metodologia specifica per distinguere i segnali potenzialmente significativi dal rumore di fondo.
La metodologia di ricerca: come sono stati trovati i transitori
La Dr Villarroel non stava cercando un singolo punto di luce, ma una firma molto più specifica e statisticamente improbabile: la comparsa simultanea di molteplici eventi transitori puntiformi su una singola lastra, allineati lungo una linea retta.
Questa firma è considerata un indicatore chiave per diverse ragioni:
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Distinzione statistica: mentre un singolo transitorio potrebbe essere un difetto della lastra o un raro evento astrofisico, la probabilità che più difetti casuali si presentino come sorgenti puntiformi e si allineino perfettamente è estremamente bassa.
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Coerenza con l’ipotesi allo studio: un oggetto riflettente in rotazione o un gruppo di oggetti in formazione potrebbe produrre una serie di glint che apparirebbero allineati mentre l’oggetto si muove durante la lunga esposizione della lastra fotografica (tipicamente 45-50 minuti).
Lo studio ha applicato la metodologia proposta dalla Villarroel a un vasto catalogo di transitori per setacciare sistematicamente le lastre del POSS-I alla ricerca di questi allineamenti. I risultati di questa ricerca hanno rivelato un piccolo numero di candidati eccezionalmente interessanti.
Le scoperte principali: candidati e significatività statistica
Dall’analisi dell’intero archivio, la ricerca ha identificato un totale di 83 candidati che mostravano tre o più punti allineati. Tra questi, due casi sono emersi come particolarmente significativi a causa dell’altissimo grado di improbabilità statistica che un tale allineamento si verifichi per puro caso.
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Candidato |
Numero di punti allineati (r) |
Probabilità casuale (µr) |
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Candidato 3 |
5 |
0.002 |
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Candidato 5 |
5 |
0.0001 |
Tabella 1: i due candidati più significativi, classificati in base alla probabilità µr che il loro allineamento sia puramente casuale.
È importante notare che l’autrice aggiunge una nota di cautela, osservando che alcuni dei singoli punti all’interno di questi candidati presentano lievi irregolarità morfologiche. Ciò suggerisce che l’allineamento potrebbe essere una combinazione di veri transitori e difetti della lastra, aggiungendo un livello di complessità all’interpretazione.
La bassa probabilità casuale del Candidato 5 è particolarmente degna di nota. Significa che c’è solo una probabilità dello 0,01% (1 su 10.000) che, tra i 5 transitori presenti in quella specifica area della lastra, un allineamento simile si verifichi per puro caso. Questo rende l’evento statisticamente molto significativo e suggerisce che la sua origine non sia casuale, spingendo i ricercatori a formulare un’ipotesi principale per spiegarlo.
Quattro esposizioni della regione di cielo di 3 × 3 minuti d’arco centrata sul triplo transitorio identificato nel luglio 1952. In alto a sinistra: l’immagine rossa del POSS I del 19 luglio 1952 alle 8:52 (UT) contenente il triplo transitorio appena sopra il centro, indicato dalla freccia rossa. In alto a destra: un’immagine blu del POSS I con esposizione di 10 m della stessa regione scattata subito dopo senza alcuna evidenza del triplo transitorio. In basso a sinistra e a destra: immagini rosse (a sinistra) e blu (a destra) del POSS I scattate due mesi dopo (14 settembre 1952) che mostrano il transitorio ancora scomparso.
L’ipotesi principale: riflessi di luce solare
L’ipotesi più plausibile avanzata dalla Dr Villarroel per spiegare questi allineamenti è che si tratti di riflessi di luce solare (glint) provenienti da oggetti con superfici piane e riflettenti in orbita geocentrica, come l’orbita geosincrona (GSO). Un oggetto in rotazione potrebbe produrre una serie di lampi luminosi mentre le sue superfici riflettenti si allineano momentaneamente con il Sole e l’osservatore a Terra.
Questa spiegazione è preferita perché le alternative sono state ritenute insufficienti:
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Fenomeni astrofisici noti: nessun fenomeno naturale conosciuto (come novae, asteroidi o lenti gravitazionali) può spiegare la comparsa simultanea di così tanti transitori puntiformi in un’area così piccola del cielo.
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Difetti della lastra: sebbene i difetti di emulsione possano talvolta assomigliare a stelle, la probabilità che più difetti si allineino perfettamente è estremamente bassa.
Per verificare l’ipotesi del riflesso solare, é stato quindi ideato un test cruciale basato su una semplice logica fisica.
La prova decisiva: il test dell’ombra della Terra
Per verificare se i transitori fossero davvero riflessi solari, la Dr Villarroel ha eseguito un test fondamentale. La logica è semplice: se i lampi fossero causati dal riflesso della luce solare, non dovrebbero essere visibili quando un oggetto si trova nel cono d’ombra proiettato dalla Terra. Questo perché un difetto della lastra, essendo un artefatto casuale e proprio della medesima, non avrebbe alcun motivo fisico per apparire meno frequentemente in una specifica regione del cielo definita dall’ombra della Terra. In altri termini, il difetto della lastra, in quanto tale, sarebbe presente a prescindere su di essa.
Il team ha analizzato un campione molto più grande di oltre 106.000 transitori per vedere quanti di essi cadevano all’interno del cono d’ombra terrestre al momento dell’osservazione. Il risultato è stato straordinario:
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È stata trovata una mancanza enorme e statisticamente significativa di eventi all’interno del cono d’ombra della Terra.
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Il deficit osservato ha una significatività statistica di 21.9-sigma (σ).
In statistica, un risultato di 5-sigma è generalmente considerato una scoperta. Un risultato di 21.9-sigma è un’evidenza straordinariamente forte. Questo supporta in modo convincente l’ipotesi che la stragrande maggioranza di questi transitori sia prodotta da riflessi di luce solare e contrasta fortemente l’idea che siano semplici difetti delle lastre fotografiche.
Una notevole coincidenza: il legame con gli eventi UAP storici
Oltre ai dati statistici, lo studio ha rivelato alcune notevoli coincidenze temporali tra i candidati transitori e importanti eventi storici di Fenomeni Anomali non Identificati (UAP, precedentemente noti come UFO). In modo obiettivo, queste correlazioni sono state riportate come segue:
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Candidato 5 (27 luglio 1952): la data di osservazione di questo candidato statisticamente molto significativo coincide con il secondo weekend del famoso “Washington D.C. UFO flap”, un’ondata di avvistamenti radar e di piloti sopra la capitale degli Stati Uniti.
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Candidato 1 (4 ottobre 1954): questo evento si è verificato a un solo giorno di distanza dal picco dell’ondata di avvistamenti UAP del 1954.
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Un altro transitorio triplo (19 luglio 1952): un evento a tre punti è stato registrato durante il weekend precedente allo stesso evento di Washington D.C. del 27 luglio.
L’autrice sottolinea che queste potrebbero essere pure coincidenze. Tuttavia, la loro presenza aggiunge un ulteriore livello di interesse ai risultati. È importante notare che l’analisi di questi candidati è stata completata prima che il team fosse a conoscenza della loro correlazione temporale con gli eventi UAP, un approccio metodologico che aiuta a minimizzare il bias cognitivo.
Ritaglio di giornale d’epoca nel quale si parla dell’evento ufologico accaduto sui cieli di Washington nel 1952
Conclusione: una nuova anomalia astronomica
Lo studio presenta una convergenza di prove che suggerisce la presenza di un fenomeno reale e non ancora spiegato negli archivi astronomici storici, le cui conclusioni principali possono essere riassunte in tre punti chiave:
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Scoperta di allineamenti improbabili: sono stati identificati eventi transitori multipli e allineati la cui configurazione è statisticamente molto difficile da spiegare come un evento casuale.
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Conferma dell’origine solare: il massiccio deficit (21.9σ) di eventi rilevati nel cono d’ombra della Terra fornisce una prova schiacciante che questi fenomeni dipendono dalla luce solare, supportando l’ipotesi del riflesso.
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Correlazioni temporali suggestive: i candidati più significativi coincidono temporalmente con importanti rapporti storici di fenomeni aerei non identificati (UAP).
In definitiva, l’origine precisa dei transitori rimane sconosciuta. Tuttavia, le prove accumulate indicano fortemente che si tratta di fenomeni fisici reali e non di artefatti delle lastre fotografiche. Questi eventi rappresentano una nuova anomalia osservativa che merita un’attenzione scientifica approfondita. Il lavoro futuro potrebbe aiutare a chiarire se questi transitori costituiscano una nuova classe di fenomeni astronomici o se rappresentino i primi indizi di un’attività artificiale vicino al nostro pianeta.