Una rete di silenzi e coincidenze letali: la lunga ombra della disclosure UAP su altri scienziati americani

In alto da sinistra: Gen. William Neil McCasland · Monica Jacinto Reza · Anthony “Tony” Chavez · Jason Thomas. Al centro, da sinistra: Nuno Loureiro · Carl Grillmair · Frank Maiwald · Amy Eskridge. In basso, da sinistra: Michael David Hicks · Melissa Casias · Steven Garcia.

Undici ricercatori, ingegneri e tecnici legati ai programmi più sensibili degli Stati Uniti — dalla NASA ai laboratori nucleari di Los Alamos, dai centri aerospaziali del Caltech al campus di sicurezza di Albuquerque — sono morti o scomparsi nel giro di meno di tre anni, tra il luglio 2023 e il febbraio 2026. Le indagini ufficiali trattano ogni episodio come un fatto isolato. Ma quando si esaminano i curricula, i contratti con il Pentagono e le intersezioni con programmi di reverse engineering o di osservazione di fenomeni aerei non identificati, il quadro assume una coerenza difficile da liquidare come semplice coincidenza. A unire queste figure non è soltanto la prossimità temporale delle loro scomparse o morti, né la geografia — California per JPL e Caltech, New Mexico per Los Alamos e Albuquerque, Massachusetts per il MIT e la Novartis — bensì il profilo professionale: propulsione avanzata, fusione nucleare, osservazione esoplanetaria, difesa planetaria, materiali esotici, componenti per armi atomiche. Settori che, alla luce delle audizioni sulla disclosure UAP al Congresso, lambiscono tecnologie capaci di ridefinire non solo la nostra comprensione dell’universo, ma i confini stessi della sicurezza nazionale.

Il filo che le indagini ufficiali non vogliono vedere

Eric Burlison

Il deputato repubblicano Eric Burlison, membro del House Oversight Committee, ha chiesto pubblicamente un’indagine urgente dell’FBI. «Questo pattern è troppo coincidenziale per essere ignorato e mi ricorda una nuova Operation Paperclip: dobbiamo far indagare i migliori investigatori della nazione su questa questione», ha dichiarato, sottolineando come non sia normale che alcuni degli scienziati più avanzati del Paese, centrali per la sicurezza nazionale, svaniscano o muoiano in circostanze così simili. Il riferimento al programma postbellico con cui gli Stati Uniti reclutarono scienziati nazisti per guadagnare un vantaggio nella Guerra Fredda non è casuale: suggerisce che conoscenze su tecnologie non umane potrebbero oggi essere protette — o sottratte — con metodi altrettanto estremi. Anche Tim Burchett, deputato da anni in prima linea per la trasparenza sui UAP, ha definito la sequenza un «pattern oscuro» che va ben oltre la cattiva sorte. Il presidente Donald Trump ha annunciato una revisione coordinata con l’FBI promettendo risposte in settimane, definendo la situazione «roba seria» senza escludere collegamenti con energia avanzata, propulsione e possibili tecnologie non umane.

Dal JPL al nucleare: la cronologia dei casi

Veduta aerea del Jet Propulsion Laboratory

La sequenza ha avuto inizio nel luglio 2023 con la morte di Michael David Hicks, 59 anni, pilastro del Jet Propulsion Laboratory della NASA per oltre vent’anni. Specialista di missioni come DART per la deviazione di asteroidi, Near Earth Asteroid Tracking, Dawn Mission e Deep Space 1, con oltre ottanta pubblicazioni sulle proprietà fisiche di comete e corpi celesti minori, Hicks lavorava su un settore cruciale per la difesa planetaria — ma anche per ipotesi più ambiziose su oggetti artificiali in orbita solare. Nessuna causa di morte è stata mai resa pubblica; nessun referto autoptico risulta accessibile. Un anno dopo, il 4 luglio 2024, un altro nome del JPL si è aggiunto alla lista: Frank Maiwald, 61 anni, principal researcher con una carriera venticinquennale al laboratorio, nato in Germania. Maiwald era responsabile di strumenti per satelliti di monitoraggio climatico e di uno studio pionieristico per rilevare acqua liquida sotterranea su lune ghiacciate come Europa ed Enceladus — un lavoro che ha ridefinito l’astrobiologia, ma che presenta anche implicazioni dual-use: tecnologie di imaging capaci di penetrare superfici planetarie potrebbero trovare applicazione su fenomeni atmosferici terrestri o su relitti recuperati. Anche in questo caso, né la NASA né le autorità locali hanno mai rilasciato una dichiarazione ufficiale sulla causa del decesso.

Panoramica del Los Alamos National Laboratory

Il 2025 ha segnato un’accelerazione drammatica, con sparizioni che hanno colpito il cuore del complesso nucleare-militare americano. Il 4 maggio, Anthony «Tony» Chavez, 78 anni, ex dipendente del Los Alamos National Laboratory — l’erede del Progetto Manhattan — è uscito di casa lasciando sul tavolo portafoglio, chiavi e sigarette. L’auto era rimasta chiusa nel vialetto; nessun prelievo bancario successivo; ricerche con cani e droni senza esito. Pochi giorni dopo, il 26 giugno, è scomparsa Melissa Casias, 53 anni, assistente amministrativa al LANL con accesso a riunioni federali su bonifiche radioattive. Dopo aver riaccompagnato il marito al lavoro adducendo la scusa del badge dimenticato, è tornata a casa, ha cancellato i dati da due telefoni — uno personale, uno governativo — ed è sparita, ripresa dalle telecamere mentre camminava da sola sulla statale 518 senza borsa, chiavi o telefono. A casa restavano stivali infangati e tracce di sangue in camera da letto. Il 28 agosto 2025 è scomparso Steven Garcia, 48 anni, contractor governativo presso il Kansas City National Security Campus di Albuquerque — la struttura che produce oltre l’80% dei componenti non nucleari per le armi atomiche statunitensi. In qualità di property custodian con clearance top secret, Garcia aveva accesso diretto a inventari e materiali altamente sensibili. È uscito di casa a piedi in camicia mimetica e pantaloncini, portando solo una pistola e una bottiglia d’acqua, lasciando indietro telefono, chiavi, portafoglio e automobile. Le autorità hanno emesso un alert segnalando che «potrebbe essere un pericolo per se stesso», ma le fonti vicine lo descrivono come persona psicologicamente stabile.

I quattro casi più noti: Reza, Loureiro, Grillmair, McCasland

È in questo contesto che si inseriscono i quattro episodi che hanno ottenuto maggiore attenzione mediatica. Monica Jacinto Reza, ingegnere aerospaziale della NASA/JPL e co-inventrice della superlega Mondaloy per motori a razzo ad alte prestazioni di sicurezza nazionale, è svanita il 22 giugno 2025 durante un’escursione nel San Gabriel Wilderness dell’Angeles National Forest: 60 anni, scomparsa a pochi metri dai compagni di cammino nonostante cani da ricerca e termocamere dispiegati sul terreno, che hanno rilevato soltanto la presenza di un orso.

Nuno Loureiro, direttore del Plasma Science and Fusion Center del MIT, è stato ucciso il 15 dicembre 2025 in quello che le autorità hanno archiviato come un agguato a movente personale da parte di un ex compagno di università. Ricercatori indipendenti, tuttavia, hanno collegato l’episodio a un’altra sparatoria avvenuta alla Brown University, sollevando dubbi sulla natura davvero privata dell’omicidio. Carl Grillmair, 67 anni, astrofisico del Caltech specializzato nella mappatura di esopianeti abitabili e correnti stellari, è stato colpito a morte il 16 febbraio 2026 sulla veranda della sua casa isolata in California; un sospettato di 29 anni, Freddy Snyder, è stato arrestato per omicidio, carjacking e furto. Il generale in congedo William Neil McCasland, ex comandante dell’Air Force Research Laboratory, è infine scomparso il 27 febbraio 2026, lasciando a casa telefono, occhiali da vista e dispositivi indossabili, ma portando con sé stivali da trekking, portafoglio e una pistola calibro .38.

I legami professionali tra queste figure sono tutt’altro che superficiali: Reza e McCasland condividevano il portfolio sul Mondaloy, un materiale capace di resistere a temperature e accelerazioni estreme — esattamente le prestazioni attribuite ai UAP nei rapporti del Pentagono — finanziato proprio dall’AFRL durante il comando di McCasland. Le email WikiLeaks del 2016 citavano McCasland come «molto informato» sui materiali custoditi a Wright-Patterson. Loureiro, con il suo lavoro sui plasmi ad alta energia nella termosfera, esplorava fenomeni che potrebbero mimare tecnologie di propulsione UAP; Grillmair e Maiwald fornivano dati su ambienti potenzialmente abitabili e su asteroidi anomali; Hicks lavorava sulla difesa contro impatti cosmici, Garcia gestiva inventari di componenti nucleari ad Albuquerque — la stessa area in cui operavano McCasland e Chavez.

Chimica, biologia e l’undicesimo caso

A dicembre 2025 è scomparso anche Jason Thomas, 46 anni, associate director di chimica biologica alla Novartis, impegnato in ricerche oncologiche con contratti attivi del Dipartimento della Difesa. Il suo corpo è stato ritrovato il 17 marzo 2026 nel lago Quannapowitt, in Massachusetts, senza segni evidenti di violenza secondo le autorità, che parlano di un possibile collasso legato al lutto recente per la morte dei genitori. Tuttavia, il suo lavoro su biologia chimica e molecole complesse potrebbe intersecarsi con studi su materiali biologici non umani o tecnologie di manipolazione energetica — almeno secondo alcuni analisti che inseriscono Thomas nel novero degli undici casi. Tra questi figura, per alcuni ricercatori, anche Amy Eskridge, scienziata morta suicida nel 2022 dopo aver fondato l’Institute for Exotic Science e aver discusso pubblicamente di anti-gravità e propulsione avanzata.

L’allarme di Michio Kaku e il contesto della disclosure

Il fisico teorico Michio Kaku

Il fisico teorico Michio Kaku ha alzato il tono del dibattito con parole nette: «Se uno scienziato scompare, è motivo di una certa preoccupazione. Ma se dieci scienziati muoiono o svaniscono improvvisamente, tutti con autorizzazioni di sicurezza avanzate e accesso a ricerche sensibili, questo è motivo di preoccupazione nazionale. È inaudito. Non è mai successo prima. Il prossimo passo è determinare se esiste un unico filo conduttore comune che li colleghi a un aspetto specifico della sicurezza nazionale». Non è un’accusa di cospirazione: è un richiamo razionale a un’indagine coordinata.

Per inquadrare correttamente questo fenomeno, è necessario contestualizzarlo all’interno del dibattito sulla disclosure UAP. Le audizioni al Congresso del 2023, con la testimonianza di David Grusch su programmi di reverse engineering di velivoli non umani e «biologics» recuperati, hanno aperto uno spiraglio su segreti custoditi per decenni in compartimenti stagni. L’All-domain Anomaly Resolution Office (AARO) e i rapporti del Pentagono hanno documentato centinaia di casi di oggetti con prestazioni che sfidano la fisica nota: accelerazioni istantanee, assenza di propulsione visibile, capacità di transmedialità acqua-aria. Gli scienziati di questa lista operavano esattamente in quei campi — plasmi, asteroidi, fusione, materiali esotici, biologia molecolare — che potrebbero fornire spiegazioni o conferme a queste osservazioni.

L’accelerazione dei casi dal 2025 in poi coincide con l’intensificarsi delle pressioni istituzionali per la declassificazione. Dopo le audizioni del 2023 e del 2024, con piloti della Navy che descrivevano incontri con oggetti capaci di sfidare ogni legge aerodinamica nota, il Congresso ha approvato emendamenti per una maggiore trasparenza. Burlison ha sottolineato che alcuni di questi ricercatori erano in procinto di contribuire a nuove testimonianze o revisioni classificate; la sua analogia con Operation Paperclip suggerisce che conoscenze su tecnologie non umane possano essere protette — o eliminate — da attori interessati a mantenere un monopolio, siano essi stranieri o interni.

Il clima nella comunità scientifica e i precedenti storici

Philip Schneider

Mark McCandlish

La reazione della comunità scientifica è spaccata. Colleghi di Loureiro al MIT e di Grillmair al Caltech invocano cautela, ricordando che la scienza è fatta anche di stress, incidenti e tragedie personali; altri, in privato, parlano di un clima di paura crescente. Seminari su propulsione esotica o su asteroidi «anomali» vengono cancellati o tenuti in modalità ristretta. Avi Loeb, astrofisico di Harvard e fondatore del Galileo Project per la ricerca di tecnologia extraterrestre, ha commentato con prudenza la lista senza escludere un pattern, ma invitando a basarsi sui dati. Nei forum specializzati circolano parallelismi storici: Philip Schneider, ingegnere geologo che parlò di basi sotterranee e incontri con entità non umane prima di morire in circostanze dubbie nel 1996; Mark McCandlish, illustratore tecnico trovato morto nel 2021 poco prima di una testimonianza al Senato. Entrambi i casi furono archiviati come suicidio o incidente, alimentando però un dibattito che non si è mai spento.

Le implicazioni per la sicurezza nazionale

Le ricadute strategiche di questa vicenda sono concrete e immediate. Scienziati con clearance top secret che scompaiono o vengono uccisi rappresentano una perdita di know-how difficilmente sostituibile: la fusione plasmatica di Loureiro, i modelli asteroidali di Hicks e Grillmair, il Mondaloy di Reza sono competenze che richiedono decenni per formarsi. Un effetto chilling potrebbe rallentare la ricerca in campi strategici — dal monitoraggio spaziale alla propulsione ipersonica — proprio mentre la competizione globale con Cina e Russia si intensifica su tecnologie dual-use. L’Europa e l’Asia seguono con attenzione, consapevoli che un’eventuale supremazia tecnologica americana derivante da reverse engineering UAP potrebbe alterare gli equilibri geopolitici in modo imprevedibile.

Le autorità mantengono la loro linea di prudenza: ogni caso è unico, gli omicidi hanno sospettati identificati, le sparizioni sono attribuite a problemi personali o ambientali. Eppure la mancanza di autopsie pubbliche per Hicks e Maiwald, la mancanza di progressi nelle ricerche per i cinque dispersi e la natura sistematicamente incompleta delle comunicazioni ufficiali alimentano un dubbio difficile da dissolvere con le spiegazioni correnti. L’FBI, coordinato dalla Casa Bianca, esamina i fascicoli; Trump ha promesso di «tirare fuori la verità», forse collegando questi eventi alla più ampia agenda di declassificazione UAP annunciata in campagna elettorale. Ma le promesse, per ora, restano tali.

Hicks, Maiwald, Chavez, Casias, Garcia, Thomas, Reza, Loureiro, Grillmair, McCasland e gli altri non sono statistiche in un rapporto investigativo. Sono menti che hanno dedicato la vita a spingere i confini della conoscenza in settori dove la linea tra scienza convenzionale e fenomeni anomali si assottiglia ogni anno di più. Finché l’FBI non fornirà risposte trasparenti e i documenti UAP non saranno declassificati in modo completo, il dubbio resterà — e con esso la domanda più scomoda: se esiste davvero un filo conduttore, chi ha interesse a reciderlo?

 

I commenti sono chiusi.